Andrò in cerca delle nostre ombre
Questa serie è un'odissea di Ulisse, un'errare, un'immersione nella memoria, nelle radici, alla ricerca di tracce della mia storia e della mia infanzia in Marocco. Seguendo le orme di mia madre, che ha fotografato questo territorio tra il 2003 e il 2005 durante il nostro espatrio a Rabat, cerco di tessere di nuovo un legame con questo paese che mi abita dal mio ritorno nel marzo 2024. Si tratta di sfioramenti, di passaggi, di attriti, di un territorio intimo dove si agita la memoria, dove nidificano l'effimero, la sabbia, il vento, il mare e la luce, tutto ciò che sfiora e non si trattiene.
Per riappropriarmi del territorio, mi tuffo nelle ombre e dilato la notte dalla quale faccio emergere bagliori, punti d'ancoraggio, voli d'uccelli – tanti frammenti fotografici che affrontano il tempo, l'alterazione della memoria per aggrapparsi, proprio come il mio corpo si aggrappa al territorio. Come il filo d'Arianna della mia odissea, i sassolini bianchi di Pollicino, ognuno di questi quadrati è un indizio, una bussola, una moneta per l'oltretomba per raggiungere il mondo dei sogni e dei ricordi. Come un Peter Pan, combattere l'oblio dell'infanzia e l'erosione della memoria.
Cerco di scrivere una calligrafia di gesti, di sagome e di paesaggi, scrivere una lettera d'amore a questo paese. Da questa esplorazione dell'infanzia attraverso i legami intimi con il territorio e tra gli esseri, emerge una tenerezza per coloro e per ciò che si ritrova dopo l'assenza.



















Marie Le Gall è nata a Rochefort-sur-Mer nel 1994, cresciuta a Tahiti, in Marocco e in Francia. Autodidatta, è appassionata degli album di famiglia, delle immagini che archiviano i suoi viaggi e il suo ambiente. Avendo vissuto in luoghi diversi e spostandosi spesso, interroga il rapporto che abbiamo con i luoghi che abitiamo, l'impermanenza dei nostri corpi, la nostra relazione con la terra e con la natura. La sua pratica fotografica, a metà tra racconto personale e finzione, affronta in modo poetico e sensibile la nozione di territorio intimo. Rivela una sensibilità guidata dall'elemento umano, dal bisogno di preservare una traccia di memoria e dal rapporto personale che ho con coloro che fotografo. Utilizza la luce, i gesti e messe in scena effimere per creare serie oniriche. Il suo percorso poliedrico, dal teatro alla fotografia, passando per la radio e la comunicazione, non ha mai smesso di essere orientato dal suo bisogno di raccontare l'altro attraverso se stessi, e se stessi attraverso l'altro. Lavora su pellicola e stampa le sue immagini a mano. Sono stata selezionata per partecipare alla residenza Campus Photographique des Promenades Photographiques de Vendôme (2017). Ha esposto alla Galerie Joseph - Le Palais a Parigi (2022), alla Soho Photo Gallery a New York (2023), allo studio Le Petit Oiseau va sortir a Parigi (2023) e alla Biennale di Fotografia di Portogruaro, in Italia (2023-2024). I suoi lavori sono stati pubblicati da Fisheye Magazine, Lomography Magazine, Photovogue - Vogue Italia, Analog Magazine, Iconic Magazine, Sola Journal.