Onde
"Onde" documenta i flussi di energia che modellano le nostre vite, superandone al contempo i limiti e sfuggendo così alla nostra capacità di comprenderli appieno. Questo progetto nasce in un periodo molto speciale della mia vita, quando due eventi che inizialmente sembravano diametralmente opposti – la mia prima gravidanza e la scomparsa di mio padre – si sono verificati quasi simultaneamente, rendendomi impossibile non notare le loro somiglianze, in particolare nel loro legame con una dimensione che supera la nostra comprensione.
Partendo da questa esperienza, ho cercato le tracce di quelle onde energetiche e le alterazioni che avevano provocato in luoghi come antichi ghiacciai, grotte o territori vulcanici – la cui genesi è intimamente legata alla distruzione di ciò che esisteva in precedenza – che ho poi combinato con registrazioni visive realizzate tramite onde ad alta frequenza (ultrasuoni), ovvero ecogrammi. Il progetto che ne risulta è costituito da una serie di immagini che, pur suggerendo il passaggio da uno stato all'altro, invitano a considerare queste fasi non come entità separate, bensì come una continuità, sebbene i nostri sensi non ci permettano di percepirla a prima vista. In una prospettiva più ampia, "Onde" è una ricerca che esplora il nostro legame con da dove veniamo e dove ritorneremo, che ci collega a tempi immemorabili, all'inizio di ogni forma di vita ma anche al cosmo, in una visione in cui tutto è intrecciato e interdipendente, che riecheggia anche con i più recenti sviluppi della fisica quantistica, i quali mostrano che nulla è solido e che al di là del tangibile e del materiale esiste l'energia.
"Onde" presenta una visione della realtà che non dimentica che la realtà si riferisce anche a ciò che non vediamo. È un'esplorazione degli elementi basata sul principio che tutto è in perpetua trasformazione, che siamo in grado di percepirlo o meno.
















Bénédicte Blondeau (n. 1986) è un'artista visiva nata a La Louvière, in Belgio. Ha studiato Fotografia presso Ar.co (Lisbona, Portogallo) e all'Accademia di Belle Arti (Gand, Belgio) e ha conseguito un Master in Comunicazione Applicata presso l'IHECS (Bruxelles, Belgio).
Ha partecipato a diverse mostre e conferenze in tutta Europa e i suoi lavori sono stati pubblicati in numerose riviste a livello internazionale. Nel 2019, il suo primo fotolibro, "Ce qu'il reste", è stato pubblicato dalla casa editrice XYZ Books, con sede a Lisbona. Il libro è stato finalista del Premio per il Miglior Fotolibro di PhotoEspaña (categoria internazionale), ha ricevuto una menzione d'onore ai DGLab Book Design Awards ed è stato selezionato sia per il Premio ADAGP MAD Revelation Artist Book che per il premio della Stiftung Buchkunst. Nel 2021, la sua prima mostra monografica si è tenuta al Photoforum Pasquart in Svizzera.
L'anno successivo, il suo lavoro è stato esposto alla Biennale di Fotografia di Mulhouse (Musée des Beaux-Arts) e presso la Valletta Contemporary Gallery a Malta. Versioni in evoluzione del suo progetto in corso "Ondes" sono state presentate in mostre personali e collettive a Berlino e presso Contretype a Bruxelles nel 2023.
Questa stessa serie è diventata il tema del suo secondo fotolibro, "Ondes", pubblicato da XYZ Books nell'estate del 2024, ed esposto alla Biennale di Fotografia di Mulhouse (2024), al festival Itinéraires des Photographes Voyageurs a Bordeaux (2025) e a SCAN Tarragona (2025), tra gli altri eventi e festival. Il libro "Ondes" è risultato tra i vincitori del Photobook Prize al Belfast Photo Festival 2025 e del Photobook Prize al Photometria Festival 2025, è stato selezionato per il Premio Fotofabrica 2024 al Diecixdieci Festival e ha ricevuto un contributo editoriale dalla Fédération Wallonie-Bruxelles nel 2023.
Oltre alla sua pratica fotografica, Bénédicte Blondeau ha lavorato come documentarista e attualmente è attiva come curatrice di fotografia per PEP – Photographic Exploration Project, che ha fondato a Berlino nel 2019.